Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro: “La sigaretta elettronica nuoce alla salute” — questo è fuori discussione. Ma c’è un secondo aspetto che pochi considerano: nuoce anche alle casse dello Stato. Gli ultimi dati registrano un ammanco di 200 milioni di euro in mancate accise sulle sigarette tradizionali. E la risposta dello Stato? Tassare anche quelle elettroniche. Prevedibile.
Ma prima di parlare di soldi, parliamo di salute. Le ricariche delle sigarette elettroniche contengono una soluzione liquida che può includere nicotina in quantità variabili — fin qui tutti lo sanno. Quello che in pochi dicono è che all’interno può esserci praticamente qualsiasi liquido vaporizzabile. Tra le sostanze recentemente riscontrate c’è il benzene: altamente cancerogeno, letale.
Ci sono altri aspetti che vale la pena conoscere. La sigaretta elettronica contiene una batteria al litio — essenzialmente una batteria da telefonino tenuta perennemente in bocca. Il beccuccio metallico o in plastica ha un filtro meno morbido di quello tradizionale, aumentando il rischio di broncospasmo. Esiste inoltre la tecnica del Drip Tip: far cadere gocce di liquido direttamente nel foro di aspirazione per modificarne il contenuto, con effetti imprevedibili sulla salute.
Non è un caso che sia vietata su tutte le linee aeree, treni e centri di controllo. Sempre più ristoranti, cinema e strutture pubbliche si stanno adeguando con divieti specifici.
L’idea che la sigaretta elettronica aiuti a smettere di fumare è una narrazione comoda. La dipendenza non sparisce cambiando il dispositivo — cambia solo la forma. E nel frattempo, qualcuno ci guadagna.
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